mercoledì 23 ottobre 2013

Un partito per sgomberarli, una Lettera 22 per riportarli al 2013


Se lo sforzo dei portapijati potesse avere un bersaglio, questo dovrebbe essere oggi il palazzone della Rai.

Parte stasera la camomilla su Olivetti, annunciata dall'odore di incenso che normalmente aleggia attorno alle agiografie che la tv pubblica dedica ai grandi eroi della storia patria.

Invece che commuoversi per le glorie passate, gli spettatori dovrebbero cogliere l'occasione per studiare le ragioni che mossero gli americani e gli strumenti che utilizzarono per privare un Paese alleato della possibilità di sviluppare la tecnologia più importante per la storia contemporanea.
La fine che facevano gli ultimi pezzi di Olivetti, mentre a Ivrea si girava la fiction su Adriano, è nota:
http://www.linkiesta.it/olivetti-jet. E' noto anche il fatto che oggi quel che resta di Olivetti è parte di un'altra grande impresa che corre verso lo sfascio.

Ci vorrebbe un PCI a condurli per mano, dunque, prima che arrivi un PNF a portarli via a legnate.
Un partito che spiegasse a questi inetti come e perché è stata distrutta una risorsa nazionale.
Un partito che gli levasse quelle tende da selvaggi che si sono scelti per simbolo e ci mettesse, che so, una macchina da scrivere.

martedì 30 aprile 2013

Buttar giù lo studente dall'amaca



Non credo che le larghe intese abbiano molto a che fare con questa svolta, forse è soltanto una coincidenza.
Di certo a sinistra qualcosa sta cambiando.
Questa amaca di Serra dimostra che una piccola crepa nel macigno che schiaccia il 34% dei giovani italiani disoccupati per vocazione, oltre che a causa della condizione economica contingente.
Fino a ieri era un diritto inviolabile urlare in tv il proprio odio nei confronti del caimano che ha rubato il futuro (non solo e non tanto alle innocenti olgettine, ma anche e soprattutto) a tutti gli italiani onesti sotto i 40 anni.

A partire dal 27 aprile 2013 tutto questo non sarà più possibile: se vorranno urlare dalla tribuna del Tribuno dovranno precisare quali "sussidi" i nemici del Popolo stanno tagliando, dovranno dare una parvenza di senso ai loro discorsi, dovranno dare un oggetto alla loro rabbia.

Certo, non è ancora il riconoscimento delle responsabilità che, nell'aggravamento della crisi, vanno addebitate a una generazione intera, la più lagnosa. 
Non quella dei padri, ai quali sempre si imputa l'accumulazione del debito, ma quella dei figli, che da domani troveranno un granello di supporto in meno in quei giornaloni che non hanno mai rinunciato alla prospettiva della lotta studentesca del '68 ed accecati dal sogno del nuovo mondo non si sono accorti del fatto che nessuno di questi professionisti della protesta ha mai letto Gramsci.

Al massimo l'avranno sentito recitare da formigli...



lunedì 29 aprile 2013

Piccoli somari crescono e diventano precari




La storia del bimbo viziato raccontata da Gramellini mi riporta alla mente solo una voce: una ragazza che urla a Berlusconi: "Mi hai rovinato la vita, sono disoccupata" il giorno dell'elezione di Napolitano.

Questi ragazzini viziati sono gli studenti universitari che oggi fanno ricadere sul sistema i loro fallimenti e domani addebiteranno alla politica le loro difficoltà nel trovare o mantenere un lavoro, senza prendere in considerazione la possibilità di aprire una pizzeria.



http://www.lastampa.it/2013/04/27/cultura/opinioni/buongiorno/precari-e-somari-VeDpApv1lk1Xw2jPRR031J/pagina.html

BUONGIORNO
27/04/2013

Precari e somari

MASSIMO GRAMELLINI
«Ho 32 anni e un dottorato di ricerca in lingue straniere. Per sbarcare il lunario e pagare l’affitto dell’appartamento che condivido con il mio compagno ho accettato di dare lezioni private a un quattordicenne svogliato e apatico. Di fronte alla mia ennesima esortazione a cercare il significato di un verbo sul vocabolario di latino, il ragazzo si oppone perché “tanto è come dico io...” (in latino ha la media del 4).  

Cerco di spiegargli con calma che per migliorare è necessario uno sforzo maggiore - compreso quello di sfogliare le pagine del vocabolario - ma lui niente. Allora lo riprendo con maggiore enfasi, dicendogli che nello studio c’è bisogno anche di un po’ di umiltà. Diventa viola dalla rabbia, assume il tono della vittima e mi sbatte la porta di casa in faccia. Il giorno dopo ricevo un sms dalla madre del ragazzino (si faccia attenzione alla modalità di comunicazione scelta della signora). Afferma di avere constatato il turbamento del figlio a seguito delle mie ingiuste critiche. E mi spiega che il rimprovero non è un approccio corretto verso un ragazzo che andrebbe invece appassionato allo studio. In conclusione mi ha “licenziata”. Noi giovani disoccupati viviamo costantemente sotto ricatto: di un contratto a tempo, di un datore di lavoro che sfrutta la tua condizione precaria e perfino di un ragazzino viziato la cui pigrizia è alimentata da genitori che lo giustificano. Se fossi stata zitta e l’avessi assecondato, adesso avrei ancora quel lavoro. Malgrado questo, una parte di me si rallegra di avere ricevuto un’educazione diversa». 
(Lettera firmata a Specchio dei tempi). 

sabato 27 aprile 2013

Il tradimento del chirichetto

Oggi è successo qualcosa di nuovo. Molto nuovo.
Sì, certo. Un nuovo governo, il primo governo politico PD-PDL, il primo ministro incolore italiano.

Ma c'è un segnale più importante. Chieri-fazio ha trattato un ospite con scarso riguardo.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6b4bd410-0ab1-4f9d-9ad2-8f2c77addb83.html

Si nota fin dalle prime battute: lo presenta premettendo che le cose sono cambiate, che il nuovo governo ha sconvolto tutto.
Il senso di questa frase, l'espressione, la velocità della voce dicono: <>

"senta renzi" (la minuscola sta nel tono), non lo guarda negli occhi. Anzi, guarda i fogli, l'aria seccata.

Che fine fa la rottamazione di Renzi, se neanche Fazio ci crede più?
http://www.cittafutura.al.it/Public/_Media/Site019/Monti%20e%20Fazio@@2611201200202754.jpg

venerdì 18 gennaio 2013

L'importanza del grillino



Il luogo comune vuole che i grillini siano meglio del Guru e perciò alla matita dell'anticonformista è toccato rovesciare la vulgata restituendo al megafono il primato.

Dei luoghi comuni, è vero, è vietato abusare; tuttavia, l'opinione collettiva ha sempre un fondamento.

I grillini, dunque, in certi casi sono ben più utili di Grillo:
http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1163980/Regione-Sicilia--timbrano-e-escono--cosi-i-consiglieri-si-tengono-la-diaria.html

La loro funzione storica, il loro ruolo di strumenti insufficienti nelle mani della Provvidenza sarà proprio questo: denunciare gli abusi, quelli grossolani, intollerabili, gli atteggiamenti accattoni che spesso i nostri politici pongono in essere con l'ingenuità che è propria dell'inetto.

Il rischio, naturalmente, è che la denuncia si trasformi nel monito perpetuo e continuo di Savonarola; che ogni modesta deviazione dalla regola venga considerata una intollerabile "ruberia" (parola orribile di cui impropriamente ormai si abusa perché la radice richiama immediatamente il verbo) .
Il rischio di una repubblica savonarolesca è dietro l'angolo.

giovedì 17 gennaio 2013

Si vis imperium, para bellum - Storie di ordinaria amministrazione



La stella d’Italia che assiste il soldato in trincea in una cartolina postale della Grande guerra

 La campagna elettorale per le prossime politiche sarà dominata
dalla "questione Mali".
Soppresso il moto di riso che una frase del genere dovrebbe suscitare in un normodotato, l'esame della razionalità dell'affermazione potrebbe articolarsi in questi punti (disposti in ordine di importanza crescente ed ilarità decrescente):
  1. I radicali potrebbero godersi il primato nell'attenzione sulla vicenda: la Sorte ha voluto che il segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito [risata obbligatoria] fosse un membro del governo assediato.
    Purtroppo, però, nessuno ascolta Radio radicale e nessuno ascolta i radicali, neanche se sono in punto di morte.
  2. Romanone Prodi, essendo inviato speciale dell'ONU per il Sahel, potrebbe spadroneggiare in tv in barba alla par condicio parlando solo d'Africa e lanciare la sua candidatura al Quirinale.
    Peccato che l'elezione non sia diretta, che in ogni caso nessun italiano lo voterebbe, che la visibilità e la notorietà non siano un requisito ma un elemento ostativo per accedere alla massima (?) carica dello Stato.
    Certo, si potrebbe far valere a marzo l'impegno profuso per la causa comune a febbraio.
    Ma vai a fidarti di d'Alema...
  3. Finalmente, l'unico che può usare davvero l'azione militare di quello strumento inconsapevole dello Stellone d'Italia di Hollande è Mario Monti.
Monti sta facendo di tutto, in barba alle catene dell'ordinaria amministrazione, per fondare sull'eccezionalità della vicenda in corso il suo progetto di minare alla base il prossimo fantomatico governo di centro-sinistra.
Una missione italiana di guerra da far rifinanziare al prossimo governo costituirebbe una solidissima bomba ad orologeria piazzata sotto il naso di PG Bersani.

La goccia che fece traboccare il governo Prodi nel 2007, infatti, fu versata da un altro strumento della Provvidenza, Franco Turigliatto, per lavare il sangue versato dai militari italiani nel mondo.

E' vero: Vendola non è Turigliatto e non rinuncerebbe al potere per salvare i Tuareg.
Ma dietro ogni Turigliatto c'è un weltroni pronto a farsi fregare da Berlusconi, c'è un Mastella piccato perché vittima dell'accordo, ci sono i mille franchi tiratori pronti ad abbattere il governo dall'interno.

Di fronte a un rischio simile, come fare a meno dei 10-20 Senatori del Senatore a vita?

Fuori dal calcolo di Monti, però, restano due elementi fondamentali:
  • il 25 febbraio a trattare con Bersani resterà solo Casini (e a lui converrà aver già preso casa a Brussels);
  • gli stessi Senatori terzisti potrebbero non bastare.

lunedì 14 gennaio 2013

Un Presidente monarchico


http://www.blogorrea.it/wp-content/uploads/2012/12/747px-Vignetta_Manzoni.jpg 
 
Per tenere a bada la maggioranza che si era fatta (o era stata fatta) minoranza, nel 1946 fu eletto Presidente della Repubblica neonata un monarchico.
Tipiche stravaganze del mos italicum e raffinata scelta politica.

De Nicola non incarnava l'anima del patriottismo repubblicano, litigava con il Presidente del Consiglio De Gasperi, fuggiva periodicamente verso casa sua ed era scapolo.


Ora, Lui "come Einaudi, pens[a] che lo Stato spenda meno bene i soldi rispetto a quanto possono fare i cittadini" e non dubitiamo del fatto che non faticherebbe a far scrivere "La tv del Presidente" sotto il bollino di Canale 5.
Tuttavia, è chiaro che, immaginando un Cavaliere Capo dello Stato, la mente - che funziona per analogia e per contrasto - corre a chi ha sempre palesato la propria profonda disistima nei confronti della magistratura (spinta fino alla guasconata dell'invio dei Carabinieri a Palazzo dei Marescialli.).

Goliardia e forzature a parte, l'idea di sperimentare un nuovo genus di Presidente della Repubblica, in aperto contrasto con la maggioranza politica, non deve essere pregiudizialmente abbandonata perché Lui è un impresentabile.

I 100 costituzionalisti che ogni mese (fino al 2011) firmavano l'appello contro le leggi vergogna saranno ben lieti di indagare sui suoi rinvii alle Camere, sui suoi rifiuti di firmare i decreti, sulle sue esternazioni.

Per ora, però, l'argomento va affrontato in sordina, preparando i lettori di Repubblica ad un accordo che, deo gratias, andrà fatto ad urne chiuse.

sabato 12 gennaio 2013

Difendere il Focolare per conservare il Volksgeist



Non sfuggirà al più attento lettore dei grandi quotidiani italiani
- quello meno accorto, che si accontenta della rassegna stampa dell'on. Mineo su Rai-Al-Jazeera, non ci avrà fatto caso -
il fatto che le dimissioni del ministro bondi (prima) e del Presidente Berlusconi (dopo) hanno persuaso i Mercati ma non le Domus romane, che a Pompei continuano a crollare come se non fossimo divenuti il Paese normale che finalmente siamo.

Forse per reagire all'insolenza dei Lari il Presidente Monti decise all'epoca di aggiungere un tassello al suo progetto di rifondazione dell'italianità: la scelta tipicamente italiana di comprare casa per farne il fulcro dell'esistenza familiare doveva essere ostacolata.
L'affitto, si sa, rende più flessibili, vince le remore agli spostamenti ed incentiva la mobilità, unica via per la crescita.

Ma un governo liberale può fare una scelta del genere?

La scelta del Cav di centrare sull'abolizione dell'IMU sulla prima casa l'intera campagna elettorale è senza dubbio frutto di un calcolo elettorale,
ma accidentalmente risulta più liberale e rispettosa dell'indirizzo che lo Spirito del popolo sceglie di dare alla direzione dello sviluppo.

Il fallimento del governo Monti - lo certificheranno gli storici - trova le sue radici in questa ridicola e grottesca ambizione: raddrizzare un legno che reputano storto, ignorando il nesso fra vizi e virtù di un popolo ingovernabile.

La società civile arcitaliana, perciò, ripudia la scelta cinica del professore e combatte la sua salita in politica con il suo strumento preferito: la disobbedienza incivile.

Per queste ragioni stiamo tutti con il comandante Tullio Mastrangelo.

venerdì 4 gennaio 2013

La cazzata

Dice Giuliano Ferrara, in sintesi, che renzi ha fatto una cazzata.
Secondo lui, l'errore consiste nel non aver fatto pesare i propri numeri per avere una pattuglia di "amici" degna.

Noi la pensiamo diversamente.
La cazzata s'invera nella velleità (più che vocazione) maggioritaria del PD, frutto di una serie di complessi di inferiorità stratificati negli anni:

  1. lo zapaterismo (prima, tanto prima che ormai ce ne siamo scordati e quando si è dovuto dimettere l'eroe per aver messo in ginocchio il suo Paese nessuno più si ricordava dell'1 por ciento de su carisma).
  2. il blairismo, solo recentemente derubricato "figura fallimentare" dall'ala amputanda.
  3. l'eterno amore per il grande partito democratico americano, buffonescamente incarnato nelle giravolte weltroniane.
Il risultato di questo psicodramma collettivo che ha afflitto le generazioni post bolognine è il Maxi-partito unico in cui tutte le voci trovano spazio,
chi sgomita meglio e si libera di D'Alema comanda,
e alla fine Prodi fa il Premier o, nella versione moderna, il Presidente della Repubblica.

Vi siete persi?
Allora concludiamo.

La cazzata che impedirà a renzi di riversare nel PD i voti dei suoi personali sostenitori è la scelta di non dar spazio a liste farlocche tipo Fratelli di Ignazio e Grande Micciché :
per sconfiggere i montiani e tenere nel centrosinistra i voti degli ichiniani bisognava dare agli elettori la possibilità di rendere visibile la loro scelta dissenziente rispetto alla linea del Soviet centrale.

Far smanicare il piccolo matteo dalla gruber servirà a poco.



lunedì 26 novembre 2012

Le partecipazioni si pesano, non si contano


Giuliano Ferrara ha detto che è straordinario che uno che sceglie Ichino come consulente del lavoro competa con un ex PCI per la guida del centro-sinistra.

Noi pensiamo che il meccanismo sia quello del 2011: quasi nessuno dei 1.103.700 elettori che hanno votato matteuccio conosce Ichino,
quasi nessuno dei votanti abroganti aveva una vaga idea dell'obbligo di indire gare per consentire ai privati di contendere la gestione di servizi pubblici.

L'esemplificazione della comunicazione politica che hanno messo in campo i referendari prima e giorgio gori dopo hanno fatto trionfare la PARTECIPAZIONE.
Non quella democratica, bensì quella popolare che ha per destinatari le comparse (non gli invitati) dei matrimoni.

Parafrasando il mafioso che citava Cuccia, però, si deve precisare che per misurare la democrazia le partecipazioni non si contano, ma si pesano.

sabato 24 novembre 2012

Lifelong Learning Nelly

Caro Presidente Crocetta,

il miglior modo per dimostrare a una terra tormentata come la Sua che si vuole fare sul serio è iniziare ammettendo un errore.
La signora/signorina Nelli Scilabra studia ancora giurisprudenza a 29 anni. 
Dato che Lei dice di averla trovata a Bruxelles temo che la significativa esperienza presso le istituzioni comunitarie abbia infuso nella rappresentante degli studenti la convinzione che il nome del programma "Lifelong Learning" descrivesse un'esperienza perpetua da studentessa universitaria.

Ammetta semplicemente e candidamente: "ho commesso un errore".
Faccia uno dei suoi bei discorsi, che personalmente apprezzo davvero.

Io fossi in lei direi così:
"Chiedo scusa ai ventiquattrenni laureati in giurisprudenza in 5 anni che oggi lavano i piatti in un ristorante palermitano per pagarsi la Scuola Scaduto per sperare di poter partecipare al concorso in magistratura quando - dopo due lunghi anni di costosi studi su costosi manuali - otterranno i requisiti imposti dalla riforma Castelli-Mastella.
Chiedo scusa a quei ragazzi, che sognano di combattere la mafia come ho fatto io, in Procura, senza sciorinare magliette al Parlamento europeo.

Vi chiedo scusa: non mi farò consigliare in materia di formazione da una ragazza che farebbe bene a venire a ripetizioni da voi la sera, lasciandovi i soldi che vi servono per pagare quei libri e quel concorso".

Lo ammetta Presidente, ha commesso un errore.
E' umano, ma cerchi di rimediare.

venerdì 23 novembre 2012

Matteuccio obamiano e lo Stato di Palestina


Alla fine dell'intervista-tipo al rottamaiolo, l'ex eurodeputata dei DS chiede a matteuccio un commentuccio su ciò che avviene in Terrasanta.

Dopo aver premesso che lui sta con Obama (tanto per non sabagliare), ha chiosato con la solita sicurezza: nessuno mette in discussione l'esistenza di uno Stato palestinese, per primi gli israeliani.
http://www.la7.tv/richplayer/?assetid=50290927 

Davvero?!?
Bisogna che qualcuno lo dica nella prossima campagna elettorale:
http://www.lastampa.it/2011/09/23/esteri/all-onu-la-sfida-della-palestina-ora-riconosceteci-come-stato-zbZwOmb0a2jbDQfHxkPmqM/pagina.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Soluzione_dei_due_stati

Quello che più sconcerta è - non tanto il fatto che l'ex eurodeputata Ds non l'abbia notato - quanto il fatto che il giorno dopo non ne abbia parlato nessuno.

sabato 2 giugno 2012

Amnistia Di Pietro

Oggi hanno condannato Mubarak all'ergastolo.
L'Egitto prosegue nell'errore storico di tutti i Popoli, che chiusa una fase storica condannano la propria Storia.
In alcuni Paesi la condanna rimane piazzaleloretiana, in altri - con arroganza - intervengono i buoni a giudicare la Storia.

La memoria storica italiana rimane legata alle immagini di Piazzale Loreto, ma il rimosso è ben più civile e degno di attenzione del ricordato.

Il 22 giugno 1946 entrò in vigore in Italia il Decreto presidenziale di amnistia e indulto legato al periodo dell’occupazione nazifascista. La legge venne proposta dall’allora Ministro di Grazia e Giustizia del Governo De Gasperi, Palmiro Togliatti segretario del PCI. L'amnistia Togliatti comprendeva il condono della pena per reati comuni e politici, dal collaborazionismo coi tedeschi fino al concorso in omicidio, commessi in Italia dopo l’8 settembre 1943.

Io auspico che nel 2013 o nel 2018 o nel 2023...
il Ministro della Giustizia Di Pietro proponga un'amnistia per i criminali che hanno ridotto la Repubblica allo stato attuale.
Non si può continuare a giudicare, non si possono aprire quotidianamente inchieste che cercano di svelare il marcio che c'è in Banca d'Italia, nel calcio, nei partiti.

Un'amnistia Di Pietro.

giovedì 3 maggio 2012

Dovremmo rileggere Gaber

Rileggerlo come diceva Calvino.

C'è tanto bisogno di una sinistra che sappia dire colorato di nero, che sappia fare i conti con le paure e con i modi di pensare tipici dell'essere umano.
Senza stigmatizzare tutto ciò che è scorretto, tutto quel che fa male alle vittime delle discriminazioni, senza descrivere come un mostro chi pensa quello che tutti pensano.

"Come si fa ad essere sicuri di non essere neanche un po' razzisti? ...
Ammetterlo con un po' di vergogna è forse l'unica strada per arrivare alla totale eliminazione del problema".


domenica 29 aprile 2012

Santoro-Freccero ai vertici Rai


(Vai alla pagina di sostegno su FB)

Quella di Santoro e Fraccero è una battaglia di civiltà.
La più importante.
E' più importante della lotta all'evasione, dell'abbattimento dello spread, della riforma dell'università.

Sia chiaro, è ben più che difficile che ce la faccia: ci vorrebbe un sostegno popolare anomalo, manifestazioni di piazza, i server rai intasati di mail.
Forse da conduttore della prima serata di Rai2 avrebbe avuto qualche possibilità in più, ma il risultato non conta.

Questo piccolo passo per due uomini abili nel loro mestiere (lasciamo perdere la loro onestà intellettuale: qui non rileva!) sarà in ogni caso importantissimo per la storia d'Italia.
Sostenere questa candidatura significa semplicemente evitare che in futuro un Belsito qualsiasi sia nominato presidente di Fincantieri.

Le imprese pubbliche italiane sono divenute oggetto di una vera e propria lottizzazione politica. Ne è risultato pregiudicato il buon andamento aziendale e ne è stato colpito lo stesso meccanismo concorrenziale per la scelta delle imprese più efficienti cui affidare le commesse pubbliche
Lo diceva, 20 anni fa, il primo garante della concorrenza.

Vogliamo fare qualcosa per invertire la rotta?

domenica 22 aprile 2012

high frequency trading

E' stata pubblicata sul sito internet www.consob.it la versione ufficiale in lingua italiana delle linee guida sull'high frequency trading (hft) emanate dall'Esma (European Securities and Markets Authority), l'autorità europea per i mercati finanziari alla quale partecipa anche la Consob.
La risposta più naturale per l'uomo della strada dovrebbe essere: "e chi se ne frega".
E invece da questa sola frasetta da lancio d'agenzia si capiscono tre cose sulla crisi dello Stato, della democrazia, dell'economia:

  1. L'autorità che comanda non può più far altro che dettare "linee guida", il cui rispetto è rimesso al buon cuore del sedicente comandato;
  2. lo Stato nazionale - nella migliore delle ipotesi - può tradurre;
  3. anche il Grande Speculatore che ha sulla coscienza tante vittime innocenti non è un Soros né una holding. E' un PC.


martedì 10 gennaio 2012

Le parabole di Buttafuoco

Rino Formica, a detta di Pietrangelo Buttaufoco, racconta questo episodio.

Quando dovevano votare per la Presidenza della Repubblica, e c'era la candidatura di Sandro Pertini, Craxi aveva incaricato Formica di sondare la disponibilità dei Senatori dell'MSI a votare per un socialista.

"Non faccio che eseguire l'ultimo ordine datomi del Duce: quando non ci sarà più il Fascismo ritornate nel Partito Socialista Italiano".

martedì 27 dicembre 2011

Giudicare i giornalisti tv o gli ospiti?

Sono giunto a una conclusione: in Italia l'opinione pubblica giudica i giornalisti televisivi sulla base degli ospiti che fanno loro l'onore di presenziare alle illustri trasmissioni da questi condotte.
L'esempio principe, ça va sans dire, è il piccolo e indifeso fabio fazio, ma emuli vicini al sorpasso ai danni del maestro sono piroso e la gruber.

Un esercizio utile per guarire dalla malattia potrebbe essere ascoltare le domande (o, più semplicemente, i futili interventi) che il conduttore rivolge al luminare che, di volta in volta, si trova di fronte.

* Questa di fazio è fantasiosa, ma le domande mi sembrano vere più che verosimili
* Di recente, piroso non ha trovato nulla di più interessante da dire al procuratore Grasso che "gli usurai a Roma si chiamano cravattari" e "i soldi in Sicilia si chiamano piccioli".
* Per la gruber scegliete voi la puntata, forse l'ultima intervista a Travaglio

mercoledì 21 dicembre 2011

La retorica sulla democrazia sospesa e la passione politica e antipolitica degli italiani.

Vincino
Tutta questa retorica sulla democrazia sospesa non va bene: hanno passato 50 anni a spiegare che le decisioni della Corte Costituzionale sono democratiche anche se i giudici non sono eletti, adesso per quale motivo ci vengono a dire che il governozzo del Presidente è meno democratico del ribaltamento delle scelte Parlamentari che ogni giorno fa la Consulta argomentando nei modi più fantasiosi.

E poi, volendo, ci sarebbe anche un argomento di sostanza - più che di forma - buono a sostenere il Consiglio di Facoltà: se la "democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le alternative" dovremmo gioire - e non certo gridare allo scandalo - ogni volta che si trova un modo ragionevole di superare o sospendere il principio maggioritario, il populismo, l'olococrazia.


Ancora, la passione per la tecnocrazia è propria degli italiani (in altri tempi alla sinistra non piaceva, ma forse è un'altra storia), che non si fidano dei politici e sarebbero disposti a tutto pur di liberarsene. C'è l'occasione: sfruttiamola. Tanto è chiaro che non può durare a lungo: agli italiani piace più di ogni altra cosa lamentarsi dei propri politici, quindi prima o poi la Nazione richiamerà i Ministri che oggi mette alla porta per poterli insultare come di consueto. In soldoni: "bella la polemica sulla sospensione della democrazia, ma non facciamone una tragedia".

lunedì 19 dicembre 2011

L'impegno politico e giuridico del Governo a bandire un'asta onerosa per l'assegnazione delle frequenze tv

Il Min. Passera ha risposto con grande imbarazzo alla - per una volta - insidiosa domanda di fazio: - "non decido da solo" (scaricabarile?) + "la situazione tecnologica ed economica è cambiata" (può essere la motivazione per revocare il provvedimento del beauty contest) - "verosimilmente non lo tollereremo" (verosimilmente?) - "è un'imboscata, proprio questo non era previsto" (aveva il domandario?). Ma c'è un vincolo giuridico: l'odg Di Pietro
impegna il Governo * ad adottare nell'ambito delle proprie competenze le opportune iniziative volte a revocare il citato bando in modalità beauty contest attraverso il quale sei frequenze verranno con assoluta probabilità assegnate a costo zero alla Rai e a Mediaset; * ad adottare nell'ambito delle proprie competenze le opportune iniziative affinché l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisca le condizioni economiche di assegnazione tramite gara delle frequenze per la radiodiffusione televisiva in ambito nazionale;
L'odg accolto dal Governo lo vincola di fronte all'Assemblea:
ex art. 143.3 RC ... le Commissioni possono «chiedere ai rappresentanti del Governo di riferire, anche per iscritto, in merito all'esecuzione di leggi e all'attuazione data a mozioni, a risoluzioni e ad ordini del giorno approvati dalla Camera o accettati dal Governo». Ciò comporta, da parte delle Commissioni «in sede politica» ... la possibilità di verificare il rispetto e l'attuazione, da parte del Governo, delle deliberazioni camerali di indirizzo. (Stefano Sicardi, CONTROLLO E INDIRIZZO PARLAMENTARE, in Digesto disc. pub., 1989, § 15)
Vigileremo perché l'impegno assunto di fronte alla Camera - impedendo alla stessa di votare il testo dell'odg - non venga disatteso.